Venerdì 23 ottobre la Sicilia è stata attraversata da una serie di scosse di magnitudo che ha coinvolto l’intera isola, dal capoluogo di Messina fino a Trapani, passando per Enna e Catania. Il fenomeno è iniziato alle 02:10 e si è protratto fino alle 13:08, per un totale di tredici temblori registrati. Le forze più intense si sono manifestate a mezzogiorno, con un picco di magnitudo 5.5 alle 12:19 e una successiva scossa di magnitudo 4.0 alle 12:24, entrambe localizzate sopra le Isole Eolie, nel Tirreno meridionale.
Andamento del sisma e dati tecnici
L’INGV ha localizzato l’epicentro delle scosse a latitudine 38.7938 e longitudine 14.1717, a una profondità compresa tra 8 e 9 chilometri per le due scosse più forti, mentre le restanti sono state generate da fonti situate tra 10 e 32 km di profondità. Nessun comune risulta entro un raggio di 20 chilometri dall’epicentro; le località più prossime sono le isole minori di Alicudi e Filicudi.
Sequenza temporale delle scosse
Il complesso sismico ha avuto origine il martedì 20 ottobre alle 23:38, quando l’INGV ha registrato la prima vibrazione superiore a magnitudo 3. Da quel momento sono state rilevate diverse altre scosse, tra cui una di magnitudo 3.7 alle 05:37 di giovedì 22 ottobre, seguita da eventi di magnitudo 3.1 e 2.8. La giornata di venerdì ha visto l’accelerazione del fenomeno, culminando con le due scosse più potenti menzionate sopra.
Reazioni e misure di protezione
Di fronte al crescente pericolo, il capo della Protezione civile siciliana, Salvo Cocina, ha disposto l’attivazione immediata delle strutture operative e l’emanazione di un’allerta maremoto di livello arancione. Inizialmente l’allerta era stata estesa anche alla Calabria, ma è stata revocata pochi minuti dopo l’analisi dei dati.
Evacuazioni e chiusure di istituzioni
Le autorità hanno ordinato l’evacuazione preventiva di scuole di ogni ordine e grado, con chiusure anticipate per i licei Cannizzaro ed Einstein di Palermo. Uffici pubblici, inclusi i tribunali di Trapani (Palazzo di Giustizia in via XXX), sono stati svuotati. Inoltre, le strutture operative dei Vigili del Fuoco di Messina e Palermo hanno ricevuto numerose richieste di informazioni, ma nessuna segnalazione di soccorsi urgenti.
Impatto sulla popolazione e comunicazioni
Il panico si è manifestato soprattutto nelle zone costiere, dove molti cittadini si sono riversati in strada in cerca di sicurezza. I centralini dei Vigili del Fuoco e della Protezione civile hanno registrato un alto volume di telefonate, ma non sono stati riportati feriti. Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha confermato l’assenza di danni rilevanti alle persone e ai beni pubblici.
Danni e osservazioni nelle Eolie
Alle Isole Eolie, in particolare a Filicudi, è stato segnalato il crollo di un costone roccioso alle spalle del centro abitato. Tuttavia, non sono pervenute notizie di feriti. Gli abitanti di Alicudi e Filicudi hanno lasciato le case per osservare le scosse, condividendo impressioni sui social che descrivono il terremoto come forte e prolungato.
Il fenomeno sismico ha messo in luce la capacità di risposta rapida della Protezione civile e la sensibilità della popolazione siciliana di fronte a eventi naturali di forte intensità. Le autorità continuano a monitorare la zona, attendendo eventuali nuove manifestazioni sismiche.



