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Tre danneggiamenti alla lapide di Ermanno Riganti, indagata una 92enne

Tre atti di vandalismo alla lapide dell'ex sindaco Ermanno Riganti a Treviglio, primo cittadino dal 1965 al 1975: la polizia ha denunciato una donna di 92 anni che avrebbe agito per rancore legato a un esproprio familiare degli anni Sessanta.

Tre danneggiamenti alla lapide di Ermanno Riganti, indagata una 92enne

Nel cimitero di Treviglio è stata ricostruita una vicenda che ha coinvolto la tomba dell’ex sindaco Ermanno Riganti in carica dal 1965 al 1975. La lapide dell’ex primo cittadino è stata presa di mira tre volte nell’arco di circa due mesi un episodio che ha spinto gli agenti del commissariato di Treviglio insieme alla polizia locale ad avviare accertamenti per risalire ai responsabili.

Il primo atto vandalico, documentato il 14 agosto scorso aveva lasciato sulla lapide non solo danni materiali ma anche un frammento di granito con un’offesa accanto alla fotografia dell’ex amministratore. Seguirono due ulteriori danneggiamenti alla stessa sepoltura, tutti avvenuti nel centro di Treviglio, che hanno determinato l’intensificazione delle verifiche investigative.

Tre danneggiamenti alla lapide di Ermanno Riganti

Le segnalazioni sulla lapide danneggiata hanno evidenziato un pattern: la stessa tomba è stata colpita tre volte in un arco temporale ristretto, con modalità simili e un chiaro intento offensivo. Gli interventi hanno interessato il manufatto commemorativo dell’ex sindaco, creando allarme tra i frequentatori del cimitero di Treviglio e sollevando interrogativi sul movente. La reiterazione degli episodi ha reso necessario un intervento coordinato tra la polizia di Stato di Treviglio e la polizia locale che hanno raccolto elementi utili al prosieguo delle indagini.

Ricostruzione delle occorrenze

Le forze dell’ordine hanno analizzato le tempistiche e i segni lasciati sui luoghi per ricostruire la dinamica: il primo episodio è stato registrato il 14 agosto mentre i successivi sono avvenuti nei mesi successivi, complessivamente in un periodo di circa due mesi. La pluralità dei danneggiamenti ha facilitato la comparazione dei dati e ha permesso di individuare tracce e testimonianze che si sono rivelate decisive per le indagini.

Indagine e movente: rancore per un esproprio degli anni Sessanta

Le verifiche svolte dal commissariato di Treviglio con il supporto tecnico della polizia locale hanno portato all’identificazione della presunta autrice: una donna ultranovantenne precisamente di 92 anni. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il movente risiederebbe in un antico dissidio familiare risalente agli anni Sessanta quando l’amministrazione comunale dell’epoca procedette all’esproprio di un terreno appartenente alla famiglia della donna. Questo elemento storico è stato ritenuto significativo dagli investigatori nel collegare la vicenda personale al gesto compiuto contro la sepoltura dell’ex sindaco.

Esiti procedurali e responsabilità civile

La donna è stata formalmente denunciata dalla polizia di Stato di Treviglio per i danneggiamenti ripetuti alla lapide. Sul piano civile, la stessa ha manifestato la volontà di risarcire i danni causati, procedendo a un accordo per il rimborso delle riparazioni. L’azione delle autorità ha quindi portato sia a una risposta penale sia a una composizione della responsabilità economica per i danni arrecati al bene funerario.

La vicenda sottolinea come tensioni e controversie nate in un contesto amministrativo del passato possano riemergere in forme inattese e toccare luoghi sensibili per la comunità, come il cimitero cittadino. Le forze dell’ordine coinvolte hanno documentato ogni fase dell’indagine, lavorando per ricostruire con precisione la concatenazione degli eventi e per assicurare che le responsabilità fossero accertate.

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