Il Consiglio Competitività dell’Unione europea si è riunito a Bruxelles per esaminare un non-paper redatto su iniziativa congiunta di Italia, Francia, Germania, Polonia, Slovacchia e Spagna. Il documento punta a far riconoscere il settore degli elettrodomestici come area strategica, chiedendo alla Commissione Europea di elaborare un piano d’azione europeo capace di rilanciare la competitività e di difendere le imprese da pratiche commerciali scorrette provenienti dall’Asia.
Alla fine dell’incontro, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso ha sottolineato che il comparto è stato finalmente inserito nell’agenda delle riforme europee, come richiesto dalle aziende del settore, tra cui Electrolux. “Ora possiamo delineare un percorso di transizione che tuteli tutti gli stabilimenti e i nostri lavoratori, mentre definiamo in Europa, insieme agli altri Paesi, Nuove regole di salvaguardia rispetto alla concorrenza sleale asiatica”, ha affermato Urso, usando il termine competitività per descrivere il nuovo obiettivo comune.
Il non-paper promosso da Italia e i suoi partner
Il documento, firmato da sei nazioni, richiama l’attenzione su tre pilastri fondamentali: prima di tutto, il riconoscimento della rilevanza strategica del bianco; in secondo luogo, la definizione di un piano d’azione dedicato che includa misure di sostegno finanziario, incentivi all’innovazione e regole antidumping più stringenti; infine, un impegno a monitorare costantemente le pratiche commerciali provenienti da paesi asiatici per evitare distorsioni di mercato. Il testo invita la Commissione a tradurre subito queste proposte in decisioni vincolanti, garantendo così una risposta rapida alle pressioni competitive.
Obiettivi chiave del piano europeo
Tra le priorità individuate, spiccano l’ adeguamento delle catene di fornitura il potenziamento della ricerca e sviluppo su tecnologie a basso consumo e la creazione di un quadro normativo armonizzato per le certificazioni di prodotto. Un altro elemento cruciale è la protezione dell’occupazione: il piano prevede interventi mirati a salvaguardare i manufatti produttivi distribuiti in cinque regioni italiane, evitando il rischio di chiusure e licenziamenti di massa.
Dichiarazioni di Adolfo Urso sul futuro industriale
Urso ha inoltre collegato la discussione del bianco a una più ampia visione di Made in Europe basata sul ruolo centrale dei 27 Stati membri e su una neutralità tecnologica assoluta, soprattutto nel settore automotive. Ha ribadito che la strategia deve essere aperta a partner extra-UE selezionati, ma solo a condizioni di reciproca lealtà. “Il nostro obiettivo è costruire una piattaforma europea capace di sostenere l’innovazione, garantire l’autonomia strategica e assicurare forniture sicure”, ha spiegato il ministro, inserendo il discorso in un contesto più ampio che include anche il Chips Act 2.0 e l’ Industrial Accelerator Act.
Altri temi all’ordine del giorno del Consiglio
Oltre al bianco, il Consiglio ha affrontato la revisione della definizione europea di “impresa in difficoltà”, un passo importante per facilitare interventi tempestivi in caso di crisi aziendale. Sono stati esaminati anche il Fondo europeo per la competitività il nuovo regime societario per le startup le materie prime critiche e le sfide della chimica e delle industrie energivore. Infine, è stata discussa la revisione dell’ ETS con l’obiettivo di rendere più efficace lo scambio di quote di emissioni in un contesto di transizione verde.
Il prossimo tavolo al Mimit il 5 ottobre
Il dibattito europeo getta le basi per il tavolo nazionale convocato dal Mimit il 5 ottobre, dove saranno coinvolti rappresentanti di Electrolux e altri operatori del settore. L’incontro nazionale avrà lo scopo di tradurre le linee guida europee in azioni concrete sul territorio, garantendo che tutti gli stabilimenti coinvolti possano beneficiare delle nuove misure di tutela.



