Il 12 ottobre 2026 si è chiusa una delle più lunghe e colorate vicende della televisione e della radio italiana: Giorgio Bracardi nato a Roma nel 1933, è venuto a mancare all’età di 93 anni. Il comico, musicista e cantautore, è deceduto nella casa di riposo di Fiano Romano dove era stato ricoverato dopo la frattura al femore subita nella primavera precedente. I familiari hanno comunicato la notizia, confermando che il lutto si aprirà al pubblico nella stessa struttura, in via Venezia.
Le radici artistiche: dalla musica al Festival di Sanremo
Figlio di Edvige soprano, e di Glauco tenore, Bracardi è cresciuto immerso nell’ambiente musicale di casa. I cinque fratelli hanno imparato tutti a suonare uno strumento; a lui è spetta il pianoforte, che lo ha portato a comporre per la Rca negli anni ’60. La sua abilità di autore lo ha condotto più volte al Festival di Sanremo dove ha contribuito con brani che hanno arricchito il repertorio della canzone italiana.
Il salto nella comicità: radio, tv e i personaggi indimenticabili
La svolta decisiva nella carriera di Bracardi arriva con Alto Gradimento il programma radiofonico ideato assieme a Renzo ArboreGianni Boncompagni e Mario Marenco. Qui nasce l’universo surreale che lo contraddistinguerà: l’uccellaccio del Nicaragua Scarpantibus il giornalista stravagante Max Vinella l’eroico ma grottesco gerarca Ermanno Catenacci e il perfezionista dottor Marsala di Rai. Il successo radiofonico alimenta la transizione televisiva.
Quelli della notte e le collaborazioni televisive
Nel 1985 Bracardi affianca Arbore in Quelli della notte programma che segna l’avvento della comicità televisiva sperimentale. Prosegue con Pronto chi gioca? condotto da Enrica Bonaccorti e Giancarlo Magalli e nel 1989 conduce Chiappala chiappala su Rai 2. Dal 1995 al mondo Mediaset, entra in Striscia la Notizia interpretando il fittizio portavoce di Silvio Berlusconi, Lucio Smentisco. Nel 2001 appare in Stracult a cura di Marco Giusti.
Gli ultimi anni e l’eredità di un innovatore
Oltre alla recitazione, Bracardi si cimenta nel doppiaggio: nel 2008 presta la voce a Cattivik nella serie animata trasmessa da Mediaset. È stato inoltre volto pubblicitario per la crema Rujel di Gillette in Carosello. Il suo annuncio più famoso rimane lo spot televisivo degli anni ’80, dove domanda al prodotto «Pizzette, pizzettine Catarì, qual è il vostro segreto?», seguito dalla risposta assurda «Se ho fame me la fate passare, se non ho fame me la fate venire!». Renzo Arbore, in un commovente tributo, lo definisce «un grande innovatore, un comico naturale, istintivo e dotatissimo», ricordando la stagione di Alto Gradimento come un periodo di creatività folle e senza precedenti.
La città di Roma perde così una figura che ha segnato la storia della satira italiana, mentre la sua camera ardente resterà aperta per tutti i fan che vorranno rendergli un ultimo omaggio. Il nome di Giorgio Bracardi resterà, più di ogni slogan o gag, nella memoria di chi ha apprezzato l’assurdo, il paradosso e la gioia di un’epoca televisiva e radiofonica senza eguali.



